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In volo a La Taverna

Hai mai visto il Trebbia attraverso la prospettiva di un falco?

In volo a La Taverna

Un emozionante filmato realizzato con i droni per vedere La Taverna come non l’hai mai vista
Un piccolo assaggio di quello che vivrai di persona quando verrai a trovarci qui alla Taverna 😊😊😊
Dall’acqua limpida del Trebbia ai boschi, agli alberi, all’abitato fino a La Taverna dall’alto, il nostro giardino, i fiori.
Poi entrerai insieme a noi nella penombra calda del locale, camminerai tra i tavoli rustici della baita, potrai quasi toccare le doghe in legno, scostare le tendine delle finestre e guardare fuori.
Un piccolo assaggio del nostro mondo che potrai vivere in prima persona quando verrai a trovarci per gustare i nostri ravioli.
Grazie a MB Aerial Movie & Photography Drone Pilot e Maurizio ed Enrico per le emozionanti riprese.
Un grande abbraccio
Luca
P.S. Hai già prenotato la tua #RavioliTourExperience?
Puoi acquistarla qui con lo sconto:

E prenotare subito allo 010955095 (solo 10 posti disponibili 😱)

Ravioli, Relax e Antichi Sapori

Laura, mia moglie ed io, Luca, abbiamo sognato di costruire una famiglia e…
Un mondo diverso
Poi, una gita in Val Trebbia, una baita nel bosco e un sogno che stava per avverarsi.
Il sogno più o meno era così:

Ravioli, Relax e Antichi Sapori

Nasce tutto 13 anni fa, qui tra i monti della Val Trebbia, era l’inverno del 2008…

Da tempo ormai la città ci stava un po’ stretta.
C’era bisogno di aria pura, semplicità e spazi aperti, per noi e per i nostri 3 figli: Samuele, Gabriele e Rachele.

Volevamo costruire e creare qualcosa di unico
I Ravioli in mille declinazioni e con mille ripieni diversi sono la nostra passione e il nostro punto di forza.

Ormai, grazie al tuo passaparola, alla potenza dei social e al grande valore che abbiamo voluto dare al nostro prodotto, se dici ravioli, dici La Taverna Val Trebbia.

Ma i nostri ravioli nascono da un’idea precisa: la Cucina degli Antichi Sapori
Quella cucina semplice e confortante delle nostre nonne.

Nascono dal ricordo di quelle domeniche mattina quando ti svegliavi dai tuoi sogni di bambino
col profumo del tucco che cuoceva lento in cucina.

La nostra Mission è racchiusa proprio qui

4 parole evocative che trasmettono il senso del nostro lavoro e di quello che offriamo.

  • I nostri ravioli dai diversi ripieni con sfoglie colorate
  • Il relax di un tavolo rustico all’ombra dei castagni
  • L’emozione di un viaggio attraverso gli Antichi Sapori

Ravioli, Relax e Antichi Sapori

Vuoi entrare a far parte di questo mondo?
Ci farebbe molto piacere averti nella nostra community degli Amici di Forchetta!
Farai parte di un gruppo di appassionati di Ravioli, Relax e Antichi Sapori, amanti del verde della Val Trebbia e delle cose semplici fatte come una volta.

Iscriviti ora, entra nella nostra cerchia di amici che ci seguono da vicino, sarai sempre informato per primo sulle nostre iniziative ed offerte e avrai accesso agli sconti riservati.

La Taverna su Il Secolo XIX – Pasqua 2021

Luca Pirrello cuoco e titolare de La taverna a Rovegno

Le delizie de La Taverna si ordinano con RaviolApp

“I clienti? Partner in cucina”
Il titolo del bellissimo articolo de Il Secolo XIX scritto dalla bravissima Silvia Pedemonte su di noi!!!
Un grande grazie a tutti voi per esserci così vicini e aver fatto risaltare agli occhi dei media la nostra attività!!!
Proprio per il numero di visualizzazioni della pagina facebook e dei video, ma soprattutto dei vostri commenti e delle vostre condivisioni, la giornalista Silvia Pedemonte ha voluto intervistarci e dedicarci questo articolo.

Abbiamo raccontato come ci siamo attrezzati in risposta alle restrizioni e alle chiusure rese necessarie per combattere il Covid-19 e ai bisogni del nostro pubblico.

Delivery si, ma con una formula innovativa che coinvolge il cliente finale e lo fa diventare nostro Partner in Cucina, anzi Executive Chef!!! 😊😊😊

Leggi l’articolo originale

A 50 km da Genova non si possono portare i piatti caldi, ma con un po’ d’impegno, passione e inventiva, si può portare il ristorante a casa di tutti gli appassionati della nostra Cucina degli Antichi Sapori.
Quelle persone, clienti di vecchia data, a cui manca La Taverna, ma anche a tutti quei nuovi amici che ci hanno scoperto sul web, hanno seguito i nostri video, le dirette Facebook, letto i nostri post e alla fine, hanno voluto conoscerci di persona ed assaggiare i nostri piatti.

I nostri metodi di cottura e di conservazione ci permettono di portare a domicilio tutto quello che serve per creare un menù d’eccellenza con poche semplici e veloci azioni finali.

Ma la cosa che ha incuriosito di più la mia intervistatrice è qualcosa di cui non ho parlato, RaviolApp.

Sono passati più due anni (nel momento in cui scrivo) dal lancio della nostra App che permette di prenotare, vedere i nostri menù, acquistare dal nostro e-commerce, essere informati in anteprima delle nostre iniziative, ottenere sconti e prezzi riservati e molto altro ancora.

Quando ho deciso di lavorare a RaviolApp, la nostra App esclusiva, in molti mi hanno preso per il solito visionario fuori di testa, perché spendere tempo e soldi per un qualcosa che non ha un immediato ritorno economico sull’investimento? E poi a cosa serve una App ad un ristorante?

Beh l’idea era quella di avvicinare La Taverna ai nostri Amici di Forchetta, quella di essere più a portata di mano, non a 50 km di distanza da Genova o a 70 da Piacenza, ma addirittura nella tasca della giacca all’interno dello proprio smartphone.

Oggi RaviolApp è un accesso privilegiato a La Taverna per chi ci vuole seguire da vicino. Ci ha permesso di implementare la sezione e-commerce del nostro sito e dare una risposta concreta al bisogno di gustare un menù da ristorante anche durante il lockdown e portare ad ognuno dei nostri Amici di Forchetta un po’ di normalità.

 

Forse è dovuto a questo il successo che abbiamo avuto con i Menù Delivery di Pasqua, allo spirito che ci tiene uniti alle persone che ci seguono, allo scambio reciproco che abbiamo quotidianamente con tutti voi cari Amici, quello scambio che ci permette di capire sempre meglio cosa fare per migliorare il nostro servizio e capire le vostre esigenze.

Un grande abbraccio e buona Pasqua
Luca

P.S.
Se vuoi sapere di più su RaviolApp, clicca qui: Più vicini e più sicuri con RaviolApp

Un cuoco in Trebbia

IL CUOCO SI TUFFA IN TREBBIA E IL VIDEO DIVENTA VIRALE
In montagna non bastano buoni prodotti per tenere in vita un’attività. Bisogna sapersi raccontare

Titola così “Il nuovo giornale” della diocesi di Piacenza Bobbio, un bellissimo articolo sulle attività della Val Trebbia.

Abbiamo raccontato alla Dott.ssa Barbara Sartori, la giornalista autrice di questo pezzo, la nostra storia e il sentimento che ci lega a questa valle meravigliosa.
Le abbiamo parlato di cuore e passione e con cuore e passione Barbara ha scritto un articolo che ci ha profondamente commosso.
Lo riporto di seguito per intero, non saprei cos’altro aggiungere se non un grande “GRAZIE”.

Leggi l’articolo originale

Mentre a Piacenza si discute sull’alta densità di supermercati, in montagna l’urgenza è tenere aperte le attività che – a dispetto di spopolamento, burocrazia, trasporti – rappresentano non solo dei punti commerciali ma dei presidi di servizi e di relazioni. Siamo stati agli estremi confini della diocesi, in alta Val Trebbia, […]

“Nel piatto di ravioli ci mettiamo il territorio”
Chi ci è riuscito, anche se le sue radici sono in città, a Genova, sono Luca Pirrello e Laura Cambiaso de “La Taverna” di Fontanelle di Rovegno. Sono arrivati dieci anni fa con i figli che oggi hanno 18, 15 e 11 anni. Lui architetto, responsabile dell’Ufficio tecnico della Fondazione “Auxilium” della Caritas genovese, lei impiegata nello stesso organismo, hanno fatto della comune passione per la cucina e per il verde una scelta di famiglia.

“Siamo casa e bottega”, ci raccontano, ridendo, seduti a uno dei tavoloni di legno del loro chalet immerso nella natura, con il camping a due passi e il fiume che scorre poco più sotto.
Il pianoforte in sala e le chitarre appese alle pareti tradiscono un’altra passione. E non è raro che Luca, spenti i fornelli, si metta a suonare per i clienti. “Avere un locale in città con tre bambini piccoli – per la spesa e per la gestione familiare – era impossibile. Qui abbiamo trovato la nostra strada, dichiarando subito alla clientela che il nostro intento era di viverla con la famiglia”. Così è stato.
Rachele, la piccola di casa, è cresciuta girando tra i tavoli.
“Chiedeva: «mi fai assaggiare?». O regalava cioccolatini dicendo: «torni a trovarci». E senza che nessuno le suggerisse nulla!”.
I figli maggiori, uno studente di informatica, l’altro al liceo artistico, sono a Genova nel fine settimana tornano a Fontanelle.
La minore frequenta le Medie a Rovegno: una pluriclasse con 8 alunni in prima e 4 in seconda.
La sfida di famiglia è vinta.
Così quella lavorativa. “Abbiamo rilevato una pizzeria, l’abbiamo trasformata in ristorante e siamo stati liberi di fare i nostri esperimenti”. Luca ha imparato a cucinare da autodidatta, studiando qualcosa di nuovo giorno dopo giorno.
E ingaggiando i clienti in serate a tema in cui loro stessi valutavano i piatti e decretavano quali sarebbero entrati nel menù.
“La mia fortuna l’ha fatta Facebook”

“Ero più esperto di marketing e grafica – non nasconde Luca -. La gente deve sapere che ci sei e avere un motivo per farsi 50 chilometri da Genova o 70 da Piacenza”.
Tra i primissimi nel settore, nel 2009 apre la pagina Facebook del ristorante. “È stata la mia fortuna. Abbiamo capito che ci voleva un prodotto riconoscibile: cosa ci piaceva fare? I ravioli. Abbiamo puntato su quelli. Ma un buon prodotto non è sufficiente oggi. Cosa servire insieme a un piatto di ravioli? Qui abbiamo la natura, il Trebbia, la baita. C’è il valore aggiunto della nostra famiglia. Abbiamo iniziato a raccontarci”. Nasce quasi per scherzo il video del “cuoco in Trebbia”: Luca, in divisa da chef, si tuffa nelle limpide acque dei “laghetti”. Diventa virale. Da 2mila fan la pagina della Taverna passa a 14mila.
La gente si spinge fin quassù anche da Milano.
Ma Luca e Laura non sono due da tutto fumo e niente arrosto. “Ci vuole coerenza. Il cliente deve trovare quel che gli ho raccontato”. Le richieste di poter gustare i loro ravioli in città li ha portati ad aprire, nel 2015, in centro a Genova, un take away, “Raviolevia”, con pasta realizzata a macchina ma con la qualità del prodotto artigianale. L’obiettivo era creare occupazione, insegnando a dei giovani una professionalità che potessero portare avanti da soli. Qualcosa non ha funzionato e Luca e Laura, nonostante le pressioni della clientela, nel giugno scorso hanno scelto di chiudere. “Stiamo lavorando con un possibile socio per diventare il centro produttivo di un franchising. Tutto è nato qui e il cuore deve restare qui. Sulla qualità non deroghiamo. Anche ai camerieri, quando facciamo il colloquio, più che la tecnica chiediamo la sostanza, la capacità di interagire con i clienti”.

Barbara Sartori

Il 25 Aprile sei dei nostri?

Allora, cosa fai il 25 Aprile, sei dei nostri?

Prima di rispondermi però lasciami fare pubblicamente un ringraziamento.

Voglio dire grazie a tutti gli  Amici di Forchetta, iscritti alla newsletter, (se non conosci i vantaggi guarda qui e iscriviti anche tu) a tutti gli appassionati di ravioli e Antichi Sapori, Insomma a tutti quelli come te che ci hanno sostenuto e ci sostengono tuttora…
Si perché se a Pasqua e Pasquetta siamo sold out lo dobbiamo proprio a tutti voi, quindi GRAZIE!!!

Ma soprattutto devo ringraziare… il cappotto di Pasqua del 2009!!!

Se hai un minuto, mi spiego meglio.

Dieci anni fa, a Pasqua del 2009, l’agenda era vuota, nessuna prenotazione!

Proprio così, neanche una telefonata per chiedere informazioni, nessuno nemmeno da Rovegno o dai dintorni.

Una sera c’è stato un momento in cui mia moglie Laura ed io ci siamo sorpresi a fissare il telefono sconsolati, nella sua tragicità la scena era davvero comica…

Lo era a tal punto che quando ci siamo guardati non abbiamo potuto resistere a scoppiare in una fragorosa risata!

 

Facciamo così, andiamocene a nanna e ci pensiamo domani”
Eh… sarà meglio, ahahah!

 

La situazione non migliorò, ma non ci siamo dati per vinti… 

Senti La, non possiamo avere il locale vuoto proprio a Pasqua!”
Eh, ho capito, ma non è che posso obbligare la gente a venire qui Lu!”
Prendi l’agenda va…

Così ci siamo attaccati al telefono, per invitare amici e parenti, credevamo così tanto nel nostro progetto che non pensavamo fosse possibile ricevere un cappotto simile in una festa così.

Uno pensa che gli amici… e dopo 10, 20, 30 telefonate…
Vabbé, ok, lasciamo stare gli amici.
Uno allora pensa che i parenti… e dopo…
Vabbé, ok, lasciamo stare anche i parenti.

Per farla breve, prenotazioni zero, amici zero, parenti zero…

Magari ci vogliono fare tutti una sorpresa…
Si vabbé…” (mia moglie non è ottimista come me :D)

Nessuna sorpresa, ma qualche tavolo lo abbiamo riempito.

I primi clienti sono entrati timidamente dicendo:

Scusate, ci siamo persi, fate ristorante? Ma che profumo…

Qualche motociclista, un paio di famiglie con bambini molto chiassosi, ma simpaticissimi, un paio di coppie in gita, mia mamma, mio papà, forse mi sorella…
Insomma non eravamo sold out, ma 

abbiamo condiviso la nostra tavola con persone splendide in una giornata speciale e indimenticabile!
È stata proprio quella giornata che ci ha insegnato che quando ci metti cuore non importa la superficialità dei numeri, ma la sostanza del rapporto che sei riuscito a costruire.

Farti sentire in famiglia con noi e sentirsi in famiglia con te.

Questo è l’unico modo in cui siamo capaci a lavorare.

Quel giorno, se me lo aveste detto, non avrei mai creduto che a distanza di 10 anni  solo 2 settimane dalla newsletter col menù di Pasqua (era il 15 marzo) avrei avuto il locale pieno!!!

Se a Pasqua (e anche a Pasquetta) siamo al completo, lo dobbiamo in parte a quella bastonata del 2009 che ci ha insegnato a non mollare, a crederci di più, a fare sempre meglio, a lavorare a testa bassa con passione e umiltà.

Ma soprattutto lo dobbiamo a tutti gli Amici di Forchetta come te, al vostro passaparola e a quell’enorme dimostrazione d’affetto che ci commuove e al contempo ci imbarazza un po’…

Si perché, anche nel dirti grazie come sto facendo, ti dico la verità, di tutto questo, un tantino ce ne facciamo un piccolo vanto, perdonaci per questo.

Ma dopo questa confessione, torniamo alla domanda principale:

Cosa fai il 25 Aprile?

“Ci devo pensare…”, “Si ma mia moglie…”, “Mio Marito…”, “Gli amici forse…”, Se è bel tempo”, “Se è brutto…” “Le curve…”, “La Strada…”

ALLOOOOORAAAAA!!!!!

Non vorrai rimanere a bocca asciutta vero?
Come? Il menù?

Resta su queste frequenze, a breve te lo pubblico, occhio a non perdertelo, intanto puoi portarti avanti, il nostro telefono è 010955095, non aggiungo altro.

Se poi vuoi essere sicuro di non perderti nulla sulle nostre iniziative E RICEVERE IN ANTEPRIMA TUTTI I MENÙ, compreso quello del 25 Aprile, iscriviti agli Amici di Forchetta, clicca sul pulsante qui sotto 🙂

Allora! Non ci hai ancora chiamato?!?!
Ho capito, vuoi aspettare di vedere cosa metteremo sulla tavola… ma come, non ti fidi?
Sappi che tanti hanno deciso di sfidare il fato riservando il tavolo “al buio”, ma visto che ti vedo tentennare (anche se quest’anno sarà diverso) ecco il menù che abbiamo proposto l’anno scorso, almeno ti fai un’idea.

Un abbraccio
Luca

P.S. Iscriviti agli Amici di Forchetta e chiamaci subito per bloccare il tuo tavolo!!!

Ecco il menù del 25 Aprile dell'anno scorso

Pasqua 2019 a La Taverna

Com’è la primavera in città?
Se sei fortunato ad avere qualche albero sotto casa, stai assistendo a quel miracolo che ogni anno non si stanca di incantarci: la fioritura di primavera.
Non c’è né traffico, né smog che tenga, i fiori con la loro prepotente delicatezza escono vincitori anche dalle situazioni più difficili e ci ricordano che abbiamo una vita intera da vivere!!!

Se ti conosco bene, il piccolo assaggio di quei rami fioriti sotto casa tua, ti ha fatto venire voglia di natura, verde, aria pura, pace e relax, mi sbaglio?

Qui in Val Trebbia il traffico lo abbiamo solo nelle cucine de La Taverna, si… e il colpevole sono io: padelle che volano, pentole sul fuoco, frigoriferi e scaffali pieni e… ravioli come se piovesse!!!
Eh già, la nostra cucina in questi giorni è in piena attività e a volte mi risucchia fino a tardi, ma appena riesco a mettere il naso fuori in giardino, lo spettacolo che vedo… eh…. non saprei proprio descrivertelo, ma non serve, perché puoi vederlo con i tuoi occhi!

Che ci vuole, salta in macchina e vieni su!

Se sei iscritto alla nostra newsletter (gli Amici di Forchetta), hai già ricevuto il mio invito per il Pranzo di Pasqua.
Ormai è nostra consuetudine dare un po’ di vantaggio sulle prenotazioni a chi ci segue da più vicino ed offrirgli uno sconto riservato.

È un piccolo gesto di gratitudine per l’affetto che riceviamo.

Se non sei ancora iscritto, la bella notizia è che puoi farlo qui nella pagina del Menù di Pasqua 2019, scaricando il tuo COUPON DI SCONTO:

La brutta notizia è che per Pasqua sono rimasti pochissimi posti, quindi non finire nemmeno di leggere l’articolo e chiamaci subito allo 010955095.

Insomma, la bella stagione è iniziata e noi non vediamo l’ora di condividere con te la magia di questa valle e la nostra Cucina degli Antichi Sapori, una passione che ci fa lavorare col sorriso in un posto meraviglioso!

Ma sei ancora qui?!?!?!
Guarda il menù e chiamaci subito per bloccare il tuo tavolo!!!
Un abbraccio
Luca

Anche tu vai controcorrente?

Hai visto il nostro menù? Che te ne pare? (Menù)

Ok, prima di continuare faccio un piccolo inciso: tutto quello che segue ti spiega meglio chi siamo e come nasce La Taverna, ma parla anche di te, di ciò che ti rende diverso dalla massa e attento al cambiamento.

Parla di ciò che ti porta ad andare controcorrente.

Vorrei che lo leggessi fino in fondo se hai tempo ora, altrimenti puoi farlo più tardi, ma ti prego di leggerlo.

Se hai visto il nostro menù alla carta, probabilmente ti chiederai com’è possibile avere così tanta scelta mantenendo gusto, qualità e freschezza.
Se questa è la domanda che ti poni (e credo che sia così), ho ragione quando dico che i nostri ravioli, ma in generale i nostri piatti, non sono per tutti.
Non tutti infatti sanno essere critici in fatto di cucina, la pubblicità di grandi aziende e multinazionali ci bombarda continuamente dicendoci cosa dobbiamo mangiare, come dobbiamo farlo e dove, il risultato?

I prodotti standardizzati implementano le vendite con cibi poveri a livello nutrizionale e di scarsa qualità.
La grande massa purtroppo si adegua, pian piano si è abituata al gusto piatto e uniforme delle cose fatte in serie e…
Beh intanto ti do una notizia, tu non fai parte della massa!
Lo dimostra il fatto che sei qui. Hai approfondito, ti stai informando ed hai iniziato a seguirci, magari un po’ per curiosità, ma probabilmente hai intuito che può esserci del valore in quello che facciamo.

Ma torniamo alla tua domanda:
Com’è possibile avere così tanta scelta mantenendo gusto, qualità e freschezza?

La Taverna

Non posso darti una risposta breve, posso dirti per ora qual è stato il nostro approccio, in realtà il mio approccio, perché quando ho iniziato ero da solo, proprio qui, davanti ai fornelli nella cucina di un ristorante della Val Trebbia…
Si, perché insieme a mia moglie Laura, nell’inverno del 2009, abbiamo deciso di rilevare La Taverna, (se hai letto “chi siamo” sai già tutto 😊😊😊) cambiare vita e portare i nostri 3 figli a vivere nel verde… ipotecandoci la casa, facendo mille debiti e accettando la sfida di rilanciarlo.
Facile!
Non sapevamo nulla di ristorazione ed eravamo proprio all’inizio della crisi!!!
Però, forse proprio grazie a queste criticità, abbiamo fatto qualcosa che quasi nessuno fa più: un atto di umiltà e questo ci ha fatto imboccare la strada giusta, non per fare i soldi, ma per costruire su basi solide qualcosa che avesse un valore per noi e per i nostri figli.

Ma ecco l’approccio:
“Se fossi io il cliente del mio ristorante, cosa vorrei trovare sulla tavola e che servizio mi aspetterei?”

Nasce tutto da qui, una ristorazione fatta PER le persone e CON le persone, il resto è arrivato sperimentando, sbagliando e ricominciando da capo, con voglia, passione tenacia e con delle rate da pagare 😊😊😊.

Se sei qui (e stai leggendo anche queste ultime righe) è perché hai scelto di andare controcorrente e per questo so che capisci il vero significato di tutto questo.

Se me lo permetti la prossima volta ti racconto un po’ di questa storia, se vuoi approfondire penso sia bene partire dall’inizio, non credi?

Ora ti saluto e ti do appuntamento a La Taverna.
Grazie di aver letto fin qui.
Luca

Luca Pirrello – Proprietario

Buon Anno e… grazie!!!

Un enorme GRAZIE a tutti!!!

Cara Amica e caro Amico de la Taverna, voglio dirti personalmente e pubblicamente il mio più grande GRAZIE!

Siamo orgogliosi di avere persone attente, sincere e, perché no, esigenti come te, a far parte della nostra famiglia degli Amici di Forchetta.

La Taverna sta raggiungendo migliaia di persone appassionate di ravioli e della Cucina degli Antichi Sapori, che amano quella cucina buona, sana e naturale, fatta di cose semplici, proprio come quella di una volta e questo solo grazie a te.

Quando siamo partiti per questa avventura in Val Trebbia, era l’inverno del 2009, avevo grandi speranze, ma mai mi sarei aspettato un tale risultato.

Ad oggi sono più di 13.000 le persone che come te ci hanno scoperto e vengono regolarmente a farci visita, arrampicandosi fin quassù

Sempre di più sono i “Fedelissimi” tutti coloro che ci hanno dato fiducia e ci seguono da vicino, tanti hanno già la nostra Fidelity Card che da diritto ad un trattamento riservato, con loro abbiamo un rapporto più diretto via mail per scambiarci feedback e ricevere in anteprima le novità.

Questo lo dobbiamo soprattutto a te e al tuo passaparola.

Uno dei nostri motti è “Niente fronzoli, tutta sostanza” e credo che sia la ragione principale che ti ha fatto innamorare di questa baita fuori dal tempo. (nella sezione “Chi siamo” del sito entro nel dettaglio)

La Taverna è proprio questo: Una Baita fuori dal tempo.
Un posto dove le cose tornano ad essere a misura d’uomo, dove l’aspetto rustico è rustico per davvero, non uscito dallo studio di design.
Forse fin troppo rustico, a volte disordinato, ma sempre funzionale e ospitale.

Ma un altro punto fisso è “niente volantini, investiamo su di te!”.
Quello che risparmiamo sulla pubblicità cartacea lo investiamo in qualità, lo trovi  strano in questi tempi dove apparire ripaga di più che essere?

Ma è proprio così, investiamo su di te, sei tu a giudicare, vieni, scegli, assaggi e decidi se tornare, portare anche i tuoi amici o colleghi di lavoro, fare passaparola, condividere su facebook i nostri post.

Fin’ora è stato così ed è come deve essere, la promessa della pubblicità non vale nulla se poi non sai mantenerla.

Col tuo aiuto vogliamo continuare a mantenere ciò che promettiamo:

Una cucina sana, come una volta, quella degli Antichi Sapori, il sorriso di persone appassionate di questo lavoro, che ti accolgono e ascoltano i tuoi suggerimenti, le critiche, anche i complimenti se ce li saremo meritati :).

Per tutto questo ti dico grazie a nome mio (Luca), di mia moglie Laura e di tutto il Taverna Team.

Buon Anno!

Luca

Fare la Differenza …Andare in Profondità

Sarà la neve, che rende tutto più lineare ammorbidendo gli spigoli di ogni cosa.
Sarà che in questo periodo stiamo tirando le somme di 10 anni di Taverna (questo è l’undicesimo).
Il fatto è che oggi voglio condividere alcuni pensieri con te che ci segui da un po’.
Per noi fare la differenza era allora (la nostra avventura inizia nel 2009) ed è oggi, andare in profondità, creare qualcosa di vero, solido, di sostanza e non di apparenza.

Per citare Steven Pressfield, NON “Il fiume largo un miglio e profondo un pollice”, ma un fiume profondo di acqua cristallina.

La Taverna è questo per noi:

Andare al nocciolo con un prodotto fatto al meglio, pensato per chi vuole dare più valore a ciò che mangia.

Sembra strano, ma ci siamo accorti che un prodotto così non è per tutti.
In pochi capiscono la differenza e tu sei in questa ristretta cerchia di persone che vogliono andare in profondità come noi 

I facili guadagni abbiamo voluto lasciarli ad altri, a chi risparmia sulla materia prima, a chi fa la guerra del prezzo, a chi sfrutta le mode, a chi vende a poco e ti illude di darti tanto (quel che costa poco vale poco, sembra banale, ma ce lo dimentichiamo troppo spesso).

Chi crea la sua attività avvantaggiandosi di queste scorciatoie è come il fiume Platte del Nebraska citato da Steven Pressfield.

Chi ha puntato su queste strategie forse farà grossi guadagni in breve tempo, ma probabilmente avrà vita breve, sicuramente non costruisce nulla ed è un parassita che non apporta valore, ma ne sottrae alle nostre vite.

Il cibo invece, soprattutto in Italia, racchiude in sé la somma dei più grandi valori della nostra esistenza, la tradizione, la salute, l’amicizia, la famiglia…

A tutto questo vogliamo attingere puntando ai veri risultati, quelli che nessun bilancio e nessun commercialista ti può esibire.

I risultati che provengono dall’averti qui con noi in questo viaggio fatto di passione, Antichi Sapori e amicizia.

Grazie

Luca, Laura e tutto il Taverna Team

Ravioli Antica Val Trebbia

Una ricetta quasi perduta

Un nostro caro amico, Pinuccio Isola, un giorno ci raccontò una storia… storia di massaie, mondine, povertà e arte di arrangiarsi.
Agli inizi del ‘900 in Alta Val Trebbia esisteva una ricetta di ravioli molto particolari: I Raieu de Risu, il ripieno era a base di riso, salsiccia e bietole.
Riso???? Si, proprio così!
Se hai pazienza di seguirmi ti svelerò il segreto di questa ricetta che in pochi conoscono.
Questo piatto è stato tramandato oralmente di madre in figlia per più di cent’anni.
Abbiamo trovato gli ingredienti in una vecchia pubblicazione, ma le dosi… beh non era un libro di cucina! 😥😥😥

Come sai la mia famiglia ed io, viviamo proprio in Val Trebbia, a Rovegno, nella mansarda de La Taverna, così…

Abbiamo chiesto alle anziane massaie della valle, cercato nei loro quadernini di ricette di casa, chiesto a nipoti, figli…
Un pezzo per volta abbiamo ricostruito la ricetta, l’abbiamo ridosata, cercando di ricreare le stesse condizioni delle cucine di quel tempo, gli stessi attrezzi e le stesse lavorazioni…
In fine abbiamo assaggiato l’ultima versione dopo più di 20 tentativi e abbiamo capito che era quella giusta.
Il risultato era proprio quello che cerchiamo in ogni nostro piatto:
Antichi Sapori.

Ma cosa c’entra il riso?
In quegli anni le donne della Valle andavano nel Pavese come operaie a mondare il riso.
Si, parliamo di quell’affascinante figura della mondina che ha dietro di sé una storia di povertà, sacrifici, rinunce e tanta fatica.

Donne che sostenevano la famiglia, giorno dopo giorno, con le gambe a bagno, la schiena curva e, nonostante tutto, col sorriso sulle labbra.
Paga bassa che spesso consisteva in qualche chilo di riso o poco più.
Le dispense della Val Trebbia immaginiamo che all’epoca, di riso, ne potessero essere sempre ben fornite!
E come utilizzare al meglio quelle scorte?
Queste donne a dir poco eroiche, non mancavano certo nell’arte di arrangiarsi!!!
Ecco perché insieme alla salsiccia, ricavata dall’allevamento di due o tre maiali, le bietole dell’orto, un po’ di formaggetta, uova e sapori si poteva mettere insieme un gustosissimo ripieno che aveva come base il riso cotto nel latte.
Se hai già mangiato i nostri Raieu de Risu che abbiamo voluto ribattezzare Ravioli Antica Val Trebbia, ora capisci meglio quella sensazione di dejavu che hai quasi certamente provato.
Un gusto d’altri tempi rimasto intatto e tramandato dalla straordinaria forza di quella mondina, massaia, madre, figlia, donna eroica che ha vinto la povertà!
Le raffinatezze, i piatti scolpiti, le stoviglie firmate le lasciamo ad altri.
Per noi la cucina è fatta di queste storie.
Niente fronzoli – Tutta sostanza


Un affettuoso saluto da Luca, Laura e tutto lo staff de La Taverna