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L’anello di Pietranera

Di @CesareLombardo  

Passata la Pasqua è tempo di ponti primaverili, che ci proiettano a grande velocità verso i weekend estivi, con le giornate che si allungano a dismisura e le temperature che invogliano all’outdoor. La classica gita fuori porta del sabato o della domenica si arricchisce della possibilità di fare sano movimento nella natura, regalandosi il tempo di una gita a piedi o in bicicletta. 

Per chi predilige le due ruote, ecco il suggerimento di uno stimolante itinerario con partenza e arrivo dalla Taverna della Val Trebbia

Si parte in direzione Rovegno, lasciandosi alle spalle la SS45, per raggiungere il capoluogo dopo pochi minuti di leggera salita. Al primo bivio non si può sbagliare: svolta a sinistra in direzione Foppiano, si transita a fianco della Parrocchiale e subito inizia una salita piuttosto impegnativa di 4 chilometri che ci porterà alla frazione di Pietranera. 

La strada è però fresca, ombrosa, immersa nel bosco per cui la nostra pedalata sarà piacevole con la possibilità, se siamo fortunati, di ammirare qualche capriolo risalire velocemente le balze al nostro sopraggiungere.

A un chilometro circa dall’abitato di Pietranera si apre sulla destra una strada sterrata piuttosto larga che, per chi monta le cosiddette gomme grasse, può essere percorsa sino alla vecchia Colonia di Rovegno, oggi in stato di abbandono, ma assai suggestiva per gli amanti del cosiddetto “urbex”.  

Altrimenti, proseguendo sulla provinciale, si arriva direttamente a Pietranera, introdotta da un’ampia curva per una foto da cartolina, coi suoi prati scintillanti, il campanile, le rare case tutt’attorno.  

Tiriamo un sospiro, di sollievo perché la dura salita è finita, ma anche di ammirato appagamento per una citazione bucolica stupefacente. Poco sopra Pietranera – la fatica supplementare richiesta è davvero minima – si raggiunge Foppiano (punto di partenza per escursioni a piedi o in mountain bike verso il Montarlone) se non altro per ammirare da vicino un tradizionale agglomerato di media montagna.  

Lanciamoci ora in direzione Casanova, lungo una meravigliosa strada di mezza costa di 5 km con vista mozzafiato sulla catena dell’Antola dominata, verso nord, dall’evidente cima del Monte Alfeo. Al limitare del bosco di castagno, ecco spuntare l’abitato di Casanova che raggiungeremo ormai con pochi colpi di pedale e pressoché in discesa. Non ci resta ora che puntare verso Fontanigorda, affiancando la chiesa Parrocchiale di San Pietro e facendo attenzione a non perderci, dopo poche centinaia di metri di discesa, l’antico ponte sul torrente Pescia e il mulino risalente al XII secolo. Meno di un chilometro ed eccoci a Fontanigorda, “Fonta” per gli amici 

Se non abbiamo fretta, vale la pena una sosta per una visita al celebre “Bosco delle Fate”, una vera e propria attrazione per i bambini, un “buen retiro” per gli adulti in cerca di pace e relax

Il centro urbano di Fontanigorda è minuscolo, ma vale la pena di essere attraversato in bicicletta, se non altro per ammirare la piazza della Chiesa, per proseguire lungo il carruggio di via Monte Ortigara e riconnettersi quindi alla provinciale. 

È ora di rientrare. Ci involiamo lungo i tre chilometri di discesa sino a Loco, riportandoci quindi nel territorio del Comune di Rovegno. Da Loco, la prediletta del poeta Giorgio Caproni nel cui piccolo cimitero riposa, pedaliamo agilmente in pianura sino alla Taverna, che raggiungeremo in pochi minuti lungo la mitica SS 45. 

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