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Pasti Gratis alla scuola di Rovegno, il merito è tuo!

Qualcuno ha un grande merito per quanto riportato qui e no, non siamo noi, sei tu e tutti voi che ci accompagnate in questo viaggio nella Cucina degli Antichi Sapori e nei valori che condividiamo.

Non era mia intenzione divulgare questa notizia.
Se una cosa la fai col cuore non hai secondi fini, la fai e basta.
Non vuoi che ti dicano “bravo”, non vuoi pacche sulla spalla.
La fai e basta.
Perché ci credi, perché pensi sia tuo dovere, perché vuoi dire grazie, perché vuoi dare un tuo contributo, perché ami la gente e il posto in cui vivi.

Il nostro è un impegno (ti dico tra poco di cosa si tratta) né più grande né più importante di chi fa il volontario nella pubblica assistenza, o di chi si occupa gratuitamente di tenere puliti i sentieri, chi fa visita agli anziani, chi dà una mano in parrocchia, chi fa parte delle proloco o, non per ultimi, i volontari della Forestale e tutti coloro che permettono a questi paesi dell’entroterra di rimanere vivi e prosperi.
Ma qualcuno, e non faccio nomi 🤨, non ha resistito…
Per carità lo ringrazio per la riconoscenza che mi ha dimostrato, ma non avrei mai voluto che una cosa del genere finisse addirittura sul giornale!!!

Poi quando Edoardo Meoli, giornalista del Secolo XIX, mi ha chiamato per intervistarmi, (con una certa insistenza anche un po’ imbarazzante devo dire) parlando con lui ho capito una cosa:

Il merito di questa iniziativa va a te e a tutti voi che ci seguite da vicino, e siete tantissimi – solo sui social, nel momento in cui scrivo, siete in più di 24.000 – che ci avete sostenuto con la vostra presenza, il vostro passaparola, i vostri acquisti sul sito e, in generale, il vostro costante appoggio.

Clicca sull'immagine per ingrandire

Dal Secolo XIX del 04/02/22

Mi spiego meglio:
Se oggi possiamo erogare gratuitamente i pasti alla scuola di Rovegno, sollevando completamente le famiglie dalla spesa per il pranzo, lo dobbiamo alla stabilità che la nostra attività ha raggiunto in questi anni, una stabilità che sarebbe stato impossibile raggiungere senza il tuo, il vostro aiuto.

Ne abbiamo passate tante insieme e sempre con te al nostro fianco a spronarci.
Tu, insieme alle decine di migliaia di persone che hanno percorso pochi metri o 50/100 o più km per sedersi alla nostra tavola, un giorno o l’altro, con un messaggio o in presenza, con un commento, una recensione, un complimento o un suggerimento, ci sei stato.
Eri con noi durante gli anni di crisi, le stagioni piovose, le difficoltà economiche, il covid, il primo lockdown, l’irreperibilità delle materie prime, la mancanza di personale e tutte quante le altre difficoltà che potrei elencare.

Ci sei, ci siete stati e ci avete permesso di vincere quella scommessa di mollare tutto e ricominciare da capo in un’altra dimensione del vivere, più vicina alla natura, più semplice, sana e a misura d’uomo.

Hai, avete reso possibile la realizzazione di un sogno, quello di creare un posto in cui ci si ritrova in famiglia come a casa nei giorni di festa, con i bambini che ridono gioiosi, i nonni che raccontano le loro storie, la tavola imbandita, i ravioli, il tucco, lo stracotto, quella Cucina degli Antichi Sapori indimenticabile che ti nutre il cuore prima che la pancia.

Una dimensione in cui sono validi quei valori che sembravano persi per sempre, la cui scintilla, quasi spenta sotto le braci di un mondo distratto, ci hai aiutato a riaccendere.

Ecco, va a te, a voi che avete letto fin qui rimandando il vostro prossimo impegno, resistendo alla tentazione di scorrere oltre al prossimo post, alla prossima immagine accattivante, va a tutti voi il mio grazie e quello della comunità di Rovegno e dei paesi della Val Trebbia che usufruiscono del servizio mensa della scuola.

Grazie a te Amico e a tutti voi Amici di Forchetta da Luca, Laura e tutto il Taverna Team

Un abbraccio
Luca

San Valentino – Arte, Amore, Cucina

Un Tavolo davanti al fuoco

La stufa accesa, un tavolo rustico apparecchiato a festa, una candela e tovaglioli rossi, i calici scintillanti in attesa del vino, intimità, calore, sguardi, sospiri, profumi e sapori.

A proposito, tu che programmi hai per San Valentino? Guarda qui se ti piace quello che abbiamo organizzato:

Diciamoci la verità: se per celebrare la ricorrenza di San Valentino facessi un resoconto storico dalle sue radici pagane all’istituzione della festività cristiana…

Beh, forse renderei un servizio non proprio apprezzato dalle tante coppie di innamorati di tutte le età che aspirano soltanto a trascorrere una giornata in intimo relax o una serata al lume di candela, magari gustando cibi afrodisiaci in un ristorante fuori porta! 😉

Ciononostante, non posso sorvolare su un’indubitabile verità:

È l’Amore, quello con la maiuscola, che ha ispirato le più raffinate espressioni dell’arte letteraria, pittorica e scultorea.

Basti pensare agli innamorati di William Shakespeare, che nell’”Amleto” fa evocare San Valentino da Ofelia, o all’”Amor, ch’a nullo amato amar perdona”, quel potente amore, che obbliga chi è amato ad amare a sua volta, dei tragici amanti di Paolo e Francesca nel V canto dell’Inferno dantesco.

E come non ricordare il celebre bacio di Francesco Hayez, esemplare rappresentazione del romanticismo italiano

 o la neoclassica scultura di Antonio Canova “Amore e Psiche”, esposta al Louvre.

Per finire, ecco la straordinaria fotografia del bacio di Times Square, tra un marinaio e un’infermiera neppure fidanzati tra loro, che da sempre sintetizza la gioia liberatoria per il ritorno a una vita normale dopo gli anni della Seconda guerra mondiale.

San Valentino a tavola

Ebbene anche oggi ci troviamo, questo è l’augurio di tutti, allo sbocco di una galleria buia, desiderosi di rivedere la luce della nostra vita felice o, per quanto possibile, spensierata.

Quale modo migliore di celebrare questa liberazione con una festa dedicata proprio agli innamorati e quale modo migliore per farlo se non nella familiarità di un pranzo, o di una cena?

Parlavo di espressioni artistiche:

Ebbene, perdona la deformazione professionale, ma anche la gastronomia lo è per la sua capacità di stimolare i sensi visivi, olfattivi, del gusto con la stessa potenza con cui un’opera d’arte muove percezioni diverse e simili al tempo stesso, non credi?

C’è di più:

La tavola degli Antichi Sapori, col recupero delle tradizioni culinarie della nostra storia, ci riporta al gesto d’amore più semplice e diretto che ci sia:

Il preparare con cura e dedizione qualcosa di gustoso, di piacevole al palato, per la persona cara.

Lo facevano le nostre nonne per i mariti che rincasavano dopo una lunga e dura giornata di lavoro, o per celebrare in famiglia una giornata di festa ed è questo il motivo per cui la nostra si chiama Cucina degli Antichi Sapori, quella cucina che prima di tutto è un atto d’amore.

Quella cucina che svolge una funzione quasi bibliografica nel recupero delle antiche ricette e che cerca di far cultura a colpi di ingredienti, sapori e antichi riti quasi dimenticati per riportare in vita in modo concreto, plastico e vitale aspetti e rappresentazioni della vita che fu.

Un abbraccio
Luca

P.S. sei pronto a scoprire il nostro menù… afrodisiaco di San Valentino?

Il menù alla Taverna è valido per le serate di lunedì 14, venerdì 18 e sabato 19
Se lo vuoi col servizio delivery a casa tua basta ordinarlo entro il 10 febbraio 😉

Viaggiare in Val Trebbia è come comporre un puzzle

Articolo di Cesare Lombardo, coautore di “Girigiritondi bimbi in gita su per i monti

Viaggiare in Val Trebbia è come comporre un puzzle. Bisogna partire dalla cornice per poi andare a mano a mano e senza fretta verso il centro, inserendo sapientemente le tessere del mosaico. Questa cornice è la catena dell’Antola, dal Monte Antola propriamente detto al Carmo, all’Alfeo, al Lesima e, sull’altro versante del bacino idrografico del Trebbia, sono le cime che fanno da spartiacque con le Valli dell’Aveto: Gifarco, Roccabruna, Oramara, Montarlone e Dego. No: non voglio fare una lezione di geografia, ma questi nomi mi sono talmente familiari, dopo anni di frequentazione della valle e di escursioni a piedi e in bici alla scoperta dei suoi più reconditi anfratti che sciorinarli non è tanto un vezzo accademico, quanto un atto d’amore.

Pian della Cavalla

Per frequentare la Val Trebbia, infatti, occorre un animo romantico, un cuore incline all’innamoramento rapido, al cosiddetto colpo di fulmine. Tuttavia, non troverete un’amante (va bene anche senza l’apostrofo, per parità di genere) facilmente disponibile; bisogna essere capaci di andare a fondo, di analizzarne tutte le sfaccettature: geografiche, urbanistiche, ecologiche, storiche, gastronomiche e di costume. Non è facile, ma non voglio spaventarvi, anzi! Se lo permettete, mi piacerebbe darvi alcune istruzioni su come completare il puzzle.

Pian della Cavalla

Lago del Brugneto

Monte Antola

Camminate. Sui sentieri del Parco dell’Antola tra pascoli, boschi, cappellette, distese prative: dai più classici itinerari che salgono al Monte Antola, alle praterie del Pian della Cavalla, dagli anelli per famiglie attorno al Rifugio dell’Antola, al classico giro del lago del Brugneto.  Se vi capita, organizzate una breve gita notturna, magari partendo proprio dal Rifugio del Monte Antola  dove poi potrete fermarvi a dormire: raggiungete la vetta dell’Antola e poi spegnete la luce frontale. Ammirerete lo spettacolo della notte stesa come un lenzuolo di seta sulla Val Trebbia, nei cui cieli l’inquinamento luminoso è praticamente nullo.

Monte Gifarco

Monte Gifarco – La Spada nella Roccia

Entrate in una fiaba, salendo coi vostri bambini al Monte Gifarco ad ammirare la spada nella roccia,  ma non mancate di esplorare i boschi, le pinete che coronano i sentieri che uniscono le varie cime dello spartiacque con le Valli dell’Aveto.

Sosta in bici e… piatto di “Ravioli del Borgo”

Pedalate. Provateci, almeno, ad attaccare queste salite da veri grimpeurs facendo affrontare la sfida ai figli più grandicelli, per andare a scoprire valichi come il Fregarolo o la Maddalena, o località impervie come Casa del Romano o Barbagelata. Scoprite strade di campagna esenti da traffico, come la bella provinciale che da Rovegno sale a Pietranera e poi prosegue, nel bosco e senza difficoltà, sino a Casanova. Consultate le mappe e divertitevi, insieme ai vostri figli, a studiare itinerari, ma non dimenticate le immancabili soste gastronomiche, per rendere ancora più appetitose le vostre gite.

Rilassatevi. Se non siete particolarmente sportivi, va bene anche un libro, il greto del fiume Trebbia, o una seduta nel bosco: potrete se non altro respirare, lontano dalla vostra automobile, dagli affanni della vita di tutti i giorni, ma anche da qualche certezza e comodità. Qui in Val Trebbia, infatti, i ritmi sono rimasti quelli di una volta: per esempio, occorre mettere in conto qualche minuto in più per fare la spesa, perché il negozio è uno spazio sociale e nessuno se la prende di fretta.

Ristorante La Taverna

Il salire in Val Trebbia è un viaggio a tutti gli effetti, non importa dove vi porta, ma ciò che vi lascia. Se sarà la voglia di tornare, vorrà dire che sarete stati ammaliati da quel misto di rustico e di accogliente che, benché se ne dica, è qualcosa di molto ligure, anzi ligure-appenninico: ancora più saporito, come il prebuggion.

Cesare Lombardo

Su gentile concessione di www.101giteinliguria.it

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